Lavorare in quota in sicurezza: intervista all’Ing. Pier Paolo Smussi di Easy Lift

safety at height - Pier Paolo Smussi

Lavorare in quota significa fare i conti, ogni volta, con condizioni diverse: il tipo di superficie o di terreno, lo spazio disponibile, gli ostacoli nell’area di lavoro, il vento, la macchina scelta per l’intervento.

Ogni intervento richiede preparazione e attenzione. Contano la tecnologia della piattaforma, ma anche la formazione dell’operatore, l’esperienza e la capacità di valutare correttamente il contesto prima di iniziare. La sicurezza nel lavoro in quota non è mai un dettaglio secondario e non si esaurisce in una serie di dispositivi e procedure: è parte fondamentale dell’intervento.

Ne abbiamo parlato con l’Ing. Pier Paolo Smussi, progettista che in Easy Lift si occupa di supporto tecnico, collaudo, assistenza e formazione. Con lui abbiamo approfondito i rischi più sottovalutati, gli errori più comuni e i controlli che non dovrebbero mai mancare quando si utilizza una piattaforma aerea.

 

1. Puoi raccontarci il tuo ruolo in Easy Lift e di cosa ti occupi nello specifico?

In Easy Lift mi occupo principalmente del supporto tecnico e del collaudo delle piattaforme aeree, oltre a seguire alcune fasi di assistenza e formazione. Il mio lavoro mi porta a confrontarmi quotidianamente con le macchine e con chi le utilizza; quindi, ho una visione molto pratica sia della parte tecnica sia delle esigenze reali sul campo.

2. Quando si parla di lavoro in quota, quali sono i rischi più sottovalutati secondo la tua esperienza?

Uno dei rischi più sottovalutati è la percezione errata delle condizioni operative: spesso si dà per scontato che una superficie sia stabile o che lo spazio sia sufficiente. Anche il vento o piccoli ostacoli possono diventare critici. Inoltre, c’è la tendenza a “normalizzare” il rischio con l’abitudine, e questo è sempre pericoloso.

3. Gli incidenti dipendono più da errori umani o da fattori tecnici?

Nella maggior parte dei casi gli incidenti derivano da una combinazione dei due fattori, ma l’errore umano (compreso l’utilizzo non corretto dei DPI) ha spesso un peso maggiore. Le macchine moderne sono progettate con numerosi sistemi di sicurezza; quindi, è l’utilizzo non corretto o la mancata valutazione del contesto a fare la differenza.

4. Quali sono gli errori più comuni che vedi fare nell’utilizzo delle piattaforme aeree?

Gli errori più frequenti sono: mancato controllo preliminare della macchina, uso improprio su superfici non idonee, sovraccarico del cestello e sottovalutazione delle condizioni ambientali. A volte si cerca di “forzare” l’utilizzo della macchina invece di scegliere la soluzione più adatta.

5. Prima di utilizzare una piattaforma, quali controlli non dovrebbero mai mancare?

È fondamentale verificare lo stato generale della macchina (comandi, emergenze, stabilizzatori e dispositivi di sicurezza), controllare il terreno su cui si opera e assicurarsi che non ci siano ostacoli nell’area di lavoro. Anche un rapido controllo visivo può prevenire molti problemi.

6. Quanto conta la valutazione del contesto di lavoro, come terreno, spazi o ostacoli?

È un aspetto decisivo. Il contesto può cambiare completamente il livello di sicurezza. Un terreno irregolare, spazi ristretti o la presenza di linee elettriche e/o altre attrezzature presenti richiedono un’analisi preventiva accurata. Nessuna macchina, da sola, può compensare una valutazione errata dell’ambiente nel quale si andrà ad operare.

7. Che ruolo hanno formazione ed esperienza?

Formazione ed esperienza sono fondamentali. La formazione fornisce le basi teoriche e operative, mentre l’esperienza permette di riconoscere situazioni critiche prima che diventino un problema. Le due cose insieme riducono drasticamente il rischio di errori.

8. In che modo le piattaforme aeree moderne aiutano a lavorare in sicurezza?

Le piattaforme moderne integrano sistemi di controllo avanzati, sensori di stabilità, limitatori di carico ed altri dispositivi che impediscono manovre pericolose. Questo aiuta molto, perché guida l’operatore verso un utilizzo corretto e riduce il margine di errore.

9. Ci sono caratteristiche specifiche delle macchine Easy Lift che contribuiscono a ridurre i rischi?

Sì, le piattaforme Easy Lift sono progettate con particolare attenzione alla compattezza e alla stabilità, anche in spazi difficili. Inoltre, i sistemi di controllo sono intuitivi e le macchine includono dispositivi di sicurezza che aiutano a prevenire condizioni operative non corrette, migliorando il controllo in fase di utilizzo.

10. Se dovessi dare un consiglio pratico a chi lavora in quota ogni giorno, quale sarebbe?

Il consiglio più importante è non dare mai nulla per scontato. Ogni intervento va valutato come se fosse il primo: controllare la macchina, analizzare l’ambiente e prendersi il tempo necessario per lavorare in sicurezza. La fretta è spesso il primo fattore di rischio.

Sicurezza nel lavoro in quota: tecnologia, formazione e attenzione operativa

L’intervista con l’Ing. Smussi evidenzia un aspetto centrale: la sicurezza nel lavoro in quota nasce dall’equilibrio tra macchina, formazione e consapevolezza.

Le piattaforme aeree moderne offrono sistemi di controllo e dispositivi di sicurezza sempre più evoluti, ma ogni intervento richiede un’analisi attenta dell’ambiente, controlli preliminari accurati e un utilizzo corretto della macchina.

Per Easy Lift, progettare piattaforme aeree significa tenere conto anche delle condizioni reali in cui verranno utilizzate, perché la sicurezza è un approccio che accompagna ogni fase del processo, dalla scelta della piattaforma fino all’utilizzo sul campo.

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